• Riccardo Avola

Passo Rolle

Un anello per vederli tutti


Questa volta ho deciso di tornare a vedere le mitiche Pale di San Martino!

Ho pensato ad un giro ad anello che attraversa boschi, ripide salite, piccole creste e laghi d’alta quota.

Sono in compagnia di Arianna, la mia compagna, e Shila, una simpatica cagnolina nera e bianca di razza Shiba Inu.

Con 11 anni alle spalle Shila comincia ad avere la sua età, ma non rinuncia mai ad un giretto con noi in montagna quindi l’abbiamo portata a scoprire questa perla del Trentino!

Lasciata l’auto nel grande parcheggio al passo, si scende dalle piste da sci per raggiungere il sentiero SAT E348. Sempre ben segnalato fin dai pressi del parcheggio, lo seguiamo per dirigerci ai laghi Colbricon.

Esso si sviluppa ai margini della Foresta di Paneveggio, con andamento morbido e qualche passerella per superare i ruscelli che scendono dal Lago di Cavallazza che lo attraversano.

Una vera goduria per Shila che ne approfitta ogni volta per inzuppare le zampette in cerca di refrigerio!

In poco più di mezz’ora si raggiungono i due laghi e vale la pena fare il giro completo. Basta scendere per una piccola traccia sulla destra non appena si intravede il primo lago. In quest’occasione l’ho trovata un po’ fangosa, quindi attenzione e indossate sempre calzature adatte!

Il sentiero che costeggia i laghi è un po’ stretto e con qualche piccolo saliscendi, ma nulla di complicato. In qualche punto si possono anche scattare delle foto davvero belle.

Nei pressi del rifugio ci fermiamo per mangiare qualcosa. Abbiamo il solito pranzo al sacco, la mitica insalata di riso!

La sosta è d’obbligo, un po’ per rifocillarsi, ma anche per godersi la bellezza di questi laghi e prepararsi per la ripida salita che ci porterà sulla Cima Cavallazza a ben 2322 m di altitudine. Il sentiero da prendere non è numerato, ma è facile da riconoscere, ben segnato e lo si imbocca da un segnavia vicino al rifugio.

400 m di dislivello ci separano dalla cima e il primo tratto è impegnativo perché ripido e con qualche gradone, ma la vista sui laghi, sulla Val Travignolo e sul Monte Castellazzo è davvero unica. Qualche volta abbiamo dovuto aiutare Shila a superare gli ostacoli, soprattutto a pochi metri dalla cima dove qualche masso poco stabile l’ha messa in difficoltà.

Arrivati in vetta si gode di una magnifica vista sulle Pale di San Martino e sulle ultime cime del Lagorai con il monte Colbricon che rimane alle nostre spalle.

Di particolare interesse storico sono i resti della grande guerra, infatti la cima è circondata da trincee percorribili. Rimango sempre impressionato dalla forza di volontà degli uomini di quell’epoca che si sono sacrificati per proteggere questi territori attraverso la costruzione di queste opere in condizioni di difficoltà estrema.

Dopo aver scritto sul libro di vetta riprendiamo il cammino, questa volta in discesa, alla ricerca di uno spot fotografico valido. Lungo il sentiero troviamo delle zone umide ed infine raggiungiamo due laghetti che si trovano tra la Piccola Cavallazza e Cima Tognazza. Il più grande dei due è una finestra con vista sul Cimon della Pala e mi regala un bello scatto.

La sorpresa però arriva subito sopra a questi due laghetti, trovo infatti quello che da tempo cercavo per una composizione. Fiori primaverili.


"La sosta è d’obbligo, un po’ per rifocillarsi, ma anche per godersi la bellezza di questi laghi..."

Appena vidi quei bellissimi fiori gialli esclamai di gioia. Mentre Arianna e Shila riposavano sopra una roccia e si godevano gli ultimi raggi solari, io saltavo da un fiore all’altro provando diverse composizioni.

Ho fatto anche qualche scatto su un piccolo ristagno d’acqua, molto suggestivo, infatti vi si riflette quasi tutto il complesso delle Pale.

Mentre aspettavo il tramonto sono arrivati altri due fotografi e abbiamo condiviso lo spot sullo stagno nella speranza di fare delle belle foto del tramonto.

Purtroppo una fitta coltre di nubi ci ha raggiunto subito prima che le nuvole potessero infuocarsi e siamo stati costretti a ritirarci.

Il rientro è molto semplice, si procede fino a Cima Tognazza e si scende dalle piste da sci che, anche se ripide, offrono una strada sicura fino al parcheggio.

Il giro completo richiede circa 3 ore con un passo tranquillo ed è un percorso semplice, con poche difficoltà tecniche se non una ripida salita e un breve tratto in discesa stretto e a tratti scivoloso subito dopo Cima Cavallazza.

Ora tocca a voi, buona passeggiata!



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