• Riccardo Avola

Monte Stivo

"In cammino tra la neve e le nuvole"


Ormai ci siamo, manca poco! Sta per arrivare la mia stagione preferita e non vedo l’ora di passeggiare assieme alla “Dama Bianca”. Si, lei, la mia amatissima neve.

Per me non c’è cosa più bella di questa forma dell’acqua, per non parlare del freddo. Mi sento più a mio agio sottozero in mezzo alla neve che in spiaggia a 30°. Si lo so, sono un po’ strano!

Lo scorso anno ho approfittato delle prime abbondanti nevicate per raggiungere la vetta del Monte Stivo. Con i suoi 2059 metri è una delle terrazze più belle dell’Alto Garda, quindi l'ho voluto raggiungere nel momento dell’anno che preferisco.

Si possono percorrere diversi sentieri, quel giorno ho parcheggiato a Santa Barbara e ho seguito il sentiero SAT 608B e 608 fino in vetta. Quasi 900 m di dislivello, di cui gli ultimi 400 su neve fresca di spessore tra i 40 cm e oltre 1 metro.


Con le ciaspole la salita è stata difficile, ma non avendo gli sci da scialpinismo non ho avuto molte alternative. Lo zaino pesava circa 10 kg e ad ogni passo scivolavo e affondavo almeno fino al ginocchio tanto era soffice lo strato nevoso. Ci ho messo 4 ore a salire fino in cima, tantissimo, ma giusto in tempo per il tramonto.

Tanta fatica ripagata da uno scenario spettacolare, tanto che alla fine nonostante tutto non mi sentivo poi così stanco. Ero al settimo cielo.

Al crepuscolo la temperatura era già scesa a -9°, ma sono rimasto ancora a godermi le ultime luci. Poco dopo sono sceso al Rifugio Marchetti per montare il cavalletto un’ultima volta. Le luci della busa con il rossore delle ultime luci del crepuscolo meritavano un ultimo scatto prima di tornare alla macchina.


"...sembrava di stare a metà tra terra e cielo, di camminare tra le nuvole..."

Durante tutta la camminata sono stato circondato da momenti di luce intensa e aria tersa e nitida, ad attimi in cui le nuvole coprivano tutto e lasciavano passare solo qualche raggio di sole. In quei momenti sembrava di stare a metà tra terra e cielo, di camminare tra le nuvole, sembrava quasi di essere su un altro pianeta.

Ad ogni passo il paesaggio intorno a me cambiava, la luce era in continuo mutamento, le nuvole veloci giocavano con i raggi solari.

Spero di ripetere questa esperienza anche il prossimo inverno, certo che questa montagna saprà regalarmi un’altra bellissima storia da raccontare.





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