• Riccardo Avola

Lago di Tovel

Quando bello non è abbastanza


Come non essere attratti da questa meraviglia della natura? In fondo questo lago è famoso per un particolare fenomeno che fino a qualche decennio fa si ripeteva ogni estate. Grazie ad una particolare alga si tingeva completamente di rosso.

È deciso, si va al lago di Tovel.


In compagnia della mia ragazza panifico un’uscita di due giorni, il meteo è sereno quindi penso ad una possibile stellata. Il primo giro è sempre esplorativo, non mi faccio grandi aspettative e anche la pianificazione tende di più all’esplorazione e alla ricerca di una composizione degna di nota piuttosto che allo scatto in sé. Ma andiamo avanti.

Partiamo la mattina da Arco e arrivati a Trento troviamo la strada principale chiusa per incidente. Siamo decisi, nulla può fermarci, dobbiamo andare su e al terzo tentativo di ingresso abbiamo finalmente trovato un ingresso aperto. Ho ignorato quella vocina che mi diceva di tornare indietro…


In Val di Non la strada attraversa meleti e paesini caratteristici e una volta varcata la soglia del parco si entra in un mondo magico fatto di splendidi alberi e ruscelli di acqua turchese che costeggiano la strada.

Sembra di stare dentro una fiaba, ad ogni curva c’è qualcosa di bello da ammirare.

Arrivati al parcheggio preparo il pranzo e la cena, certo di rimanere in riva al lago per il tramonto. Dopo aver mangiato prepariamo gli zaini e ci avviamo per fare il giro del lago.


Andiamo subito sulla riva e ci godiamo uno spettacolo meraviglioso, siamo circondati dalle Dolomiti di Brenta che sfoggiano massicci imponenti, boschi floridi e le ultime nevi che fanno posto ai prati verdi.

L’acqua è cristallina e passa dal turchese al blu intenso all’aumentare della profondità. Proseguiamo lungo il sentiero godendoci il fresco dell’ombra. Ci fermiamo spesso nelle spiaggette, un po’ per scaldarci e un po’ per godere dello spettacolo attorno a noi.

L’esplorazione prosegue e arriviamo a metà del percorso, ma ancora non sono riuscito a trovare una composizione che mi soddisfi. Faccio qualche scatto, il posto è bellissimo, ma sento che manca qualcosa. Mi dico: “più avanti troverò un bel soggetto per il primo piano!”.

"...varcata la soglia del parco si entra in un mondo magico fatto di splendidi alberi e ruscelli di acqua turchese..."

Arriviamo al bivio per la cascata Rislà e la raggiungiamo con molta facilità anche se il sentiero è leggermente ripido.

Il salto è bellissimo, l’acqua scende molto veloce tanto che con il diaframma chiuso e il polarizzatore basta un quarto di secondo per avere già un ottimo effetto seta nella foto.

Il giro continua e possiamo godere di un bellissimo sentiero nel bosco, ben attrezzato nei punti più ripidi e con delle bellissime radici che sbucano dal suolo. Arriviamo in fondo e un senso di amarezza mi riempie il cuore, non ho trovato quello che cercavo.


Riprendiamo a costeggiare il lago e trovo qualche angolo interessante, ma non è abbastanza. Mi domando cosa mi stia succedendo, non sono più capace di comporre? Per sicurezza chiamo il mio mentore, che dall’alto della sua esperienza mi rassicura e conferma le mie impressioni.


Resta solo una cosa da fare, la scelta più difficile. Salire in macchina e tornare a casa.



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