• Riccardo Avola

Bosco Caproni

Le grotte di pietra statuaria


Nella quotidianità spesso ci dimentichiamo che alcune bellezze ce le abbiamo sotto al naso.

Arco è un paese meraviglioso e cela delle perle che aspettano solo di essere colte. Il Bosco Caproni è una di queste.

Lasciata l’auto al parcheggio della falesia di Massone, ci addentriamo nel sentiero che conduce nel cuore del bosco, alla scoperta del suo tesoro nascosto.

Il cammino è circondato da una vegetazione rigogliosa di un verde intenso e saturo, muretti in pietra, profumo di erba bagnata e riusciamo ad avvistare perfino una volpe!

Proseguiamo lungo una facile salita, lastricata di sassi levigati e foglie secche. Il sottobosco è in continuo mutamento e ci immergiamo in questo ambiente, respirando l’aria fresca a pieni polmoni e osservando ogni minimo dettaglio.

Gli alberi sono alla giusta distanza l’uno dall’altro e le fronde sono alte, proteggono tutto sotto di loro.

All’apice della salita, per un attimo, il bosco si apre mostrandoci la Valle del Sarca e la Paganella, ma il vero gioiello di questo luogo incantato arriva ora. Dopo pochi passi in discesa si intravede nel verde una costruzione e sotto di essa si apre l’ingresso per una serie di grotte, le cave di Oolite.


Qui in passato si estraeva una pietra chiamata “Il bianco di Arco”, usata per la statua del Mosè nella piazza del paese, per la fontana di Piazza Duomo a Trento e molte altre opere.

Le cave si sviluppano in modo affascinante sotto al bosco. Tagli perfettamente orizzontali si susseguono fino a scendere in profondità con angolo costante. La luce arriva timida in fondo alla cava quasi a non volerla disturbare. Colonne ricavate dalla roccia stessa sorreggono lo scavo e, nonostante la loro grandezza, sembrano stuzzicadenti in confronto al vuoto imponente della cava.

Durante la guerra questo luogo è stato un rifugio per la popolazione locale. Non mancano i resti delle trincee, un percorso esteso in parte ripristinato dal Gruppo Alpini di Arco.

L’area è stata messa in sicurezza e non mancano gli spazi per fare una pausa e godersi il suono del bosco e la vista sulla Valle del Sarca.


"Gli alberi sono alla giusta distanza l’uno dall’altro e le fronde sono alte, proteggono tutto sotto di loro."

Continuiamo il nostro cammino in discesa, con le grotte che ci accompagnano quasi fino alla falesia di Massone, il Pueblo. Una volta arrivati sotto la parete di roccia troviamo di fronte a noi la splendida Busa Trentina, illuminata dalla luce del tramonto. Il Monte Brione in evidenza al centro, sullo sfondo il Monte Altissimo di Nago e il Lago di Garda che spunta appena davanti alle rive di Torbole.

Ora possiamo tornare a casa, colmi di gioia e ricchi di un’esperienza che ci ha rimesso in contatto con la natura e con noi stessi.




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