MOSTRA FOTOGRAFICA

"La Valle del Sarca e l'Alto Garda"

L'inizio del viaggio

Questo è il luogo dove tutto comincia:

in queste montagne, nel cuore del complesso dell’Adamello e della Presanella, qui nasce il fiume Sarca.

Dalla Val di Genova e dalla Val Nambrone scende con poderose cascate e morbidi torrenti.

 

A lui dobbiamo la ricchezza e la bellezza di questa valle, alimenta il lago di Garda e tutto ciò che ne consegue. Come avrai capito sono molto legato all’acqua, in tutte le sue forme, dopotutto ne siamo composti per il 70%!

 

Ma bando alle ciance, cominciamo il nostro viaggio nella magica Valle del Sarca!

 
Reflections

Un bellissimo ricordo è legato a questo scatto. Ero con la mia compagna e abbiamo rischiato di rimanere a valle a causa di una strada in rifacimento, ma alla fine siamo riusciti ad arrivare in tempo per il tramonto.

Mentre ero lì che cercavo di valorizzare un tramonto scialbo a causa delle poche nuvole ed una bava di vento che increspava il lago, Arianna saltellava qua e là intorno al lago.

Ad un certo punto, dalla mia postazione, mi voltai per cercarla e la vidi, non lei, la foto!

 

Eccola lì, alle mie spalle, la nuvola infuocata tra Cima Giner e Cima Scarpaco perfettamente riflessa in uno specchio d’acqua protetto dal vento. Ho avuto giusto il tempo di comporre, fare qualche scatto orizzontale e verticale ed ecco il risultato!

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Snake River

Di norma le foto paesaggistiche vanno pianificate.

Il soggetto, le condizioni atmosferiche, la posizione degli astri (Sole compreso). Questo scatto però è frutto anche di un’altra componente che va sempre messa in conto, ed è per questo che mentre cammino in montagna tengo sempre la macchina al collo: l’imprevedibilità delle condizioni di luce.

 

Qui ci troviamo in Val d’Amola.

Ero in cammino per raggiungere il Rifugio Segantini poco prima di mezzogiorno. Ad un tratto le nuvole filtrano i raggi solari che risaltano il serpentone d’acqua che scorre lungo la valle ed ecco la magia.

 

A quest’ora solitamente è molto difficile fotografare, la luce è dura e crea molta discrepanza tra le luci e le ombre o genera situazioni piatte. Ma con le giuste nuvole tutto cambia, la luce viene filtrata e quei raggi di sole netti che schizzano fuori dalle nuvole creano delle situazioni davvero incredibili.

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Twin Falls

Ora però vorrei fare un piccolo excursus e soffermarmi in qualche dettaglio prima di attraversare il ponte che ci porterà a valle.

 

In realtà questo scatto è stato fatto nel cuore della valle, ma vuole rappresentare tutte le bellissime cascate che alimentano questo fiume.

Questo è solamente un piccolo salto nascosto e per ammirarlo è necessario affrontare la via ferrata Rio Sallagoni a Drena, infilandosi in un’insenatura stando ben attenti a dove si mettono i piedi!

 

Ho scelto volutamente un soggetto piccolo e nascosto, intimo, per pochi, proprio per valorizzarlo e darti la possibilità di ammirare questi piccoli ma meravigliosi dettagli di cui la Valle del Sarca è ricca.

 

Ti parlerò anche di sport, non solo attraverso gli scatti prettamente sportivi che vedremo, ma mostrandoti quello che potresti vedere cimentandoti nelle varie discipline sportive praticate qui, dall’arrampicata all’escursionismo, dal ciclismo alla vela e così via.

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The Bridge

Ci siamo, stiamo per attraversare il ponte che ci proietterà dalle montagne al cuore della valle.

 

Prima però fermiamoci un attimo ad assaporare la particolarità di questa parte del Sarca, infatti qui è possibile percorrere un sentiero a piedi nudi e giovare degli effetti benefici del natural Kneipp.

 

Attraverso sentieri erbosi, sassi dolcemente levigati dal fiume, ponti in legno, comodi ingressi nelle acque cristalline e prati verdi immersi in un contesto fiabesco, è possibile entrare profondamente in contatto con la natura anche con pratiche di meditazione, yoga, abbraccio degli alberi o semplici camminate nei percorsi designati.

Come ti dicevo questa immagine è stata pianificata, ed è una composizione di più scatti con diversi punti di messa a fuoco ed esposizione, tutto ciò per ottenere l’effetto finale che puoi osservare ora.

 

Spero possa trasmetterti lo stesso senso di pace ed armonia che ho provato mentre scattavo questa foto in questo angolo di paradiso nella Val Nambrone.

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The Explosion

Siamo quasi a metà del nostro percorso ed è ora di parlarti del momento della giornata che preferisco, il tramonto.

 

Comincia tutto con l’ora d’oro, un lasso di tempo in cui si possono ottenere situazioni di luce veramente particolari, dopodiché arriva il tramonto.

In questo momento, dal nostro punto di vista, il sole oltrepassa l’orizzonte, quindi la luce deve attraversare una maggiore distanza per arrivare fino a noi rispetto alle ore diurne.

Il blu, con una lunghezza d’onda corta, incomincia a venire meno e conseguentemente il giallo, il rosso ed il viola, avendo una lunghezza d’onda maggiore, appaiono riflessi nelle nuvole e nel pulviscolo atmosferico creando spettacolari giochi di luce e colori.

Qui mi trovavo alle Viote, sul monte Bondone, e stavo rientrando da una bellissima giornata di sci. Era il 12 dicembre e ricorderò sempre questa foto come il regalo di compleanno (anticipato di un giorno) più bello che la Valle del Sarca potesse farmi.

 

Anche se ero lì per sciare, non sia mai che la macchina fotografica non venga con me!

Infatti sulla via del ritorno non ho potuto fare a meno di fermarmi ed approfittare di questo spettacolo.

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The Dream

Saltando dall’altra parte della valle ci proiettiamo in una prospettiva differente, ma per ammirarla è necessario scarpinare un po’!

 

In quest’occasione ero alla ricerca di un posto nuovo, per me ovviamente, da esplorare e valutare. Inizialmente, ed ancora oggi, ero alla ricerca di una visuale differente sul lago di Molveno, così scelsi il monte Gazza.

Parcheggiata la macchina a Margone, splendido paesino con dei bellissimi dipinti sulle facciate delle abitazioni, comincio la salita sul sentiero di Sant’Antonino fino alla cresta. Una vista meravigliosa si staglia davanti a me, quanto materiale! Sono ancora in tempo per farmi un giretto veloce.

La neve però, inaspettatamente alta, mi impedisce di raggiungere il punto di osservazione previsto, ma non mollo. Torno in cresta e approfitto della situazione presentatasi, mi posiziono nel punto iniziale che avevo tenuto a mente subito prima del giretto in quota e comincio la sessione di scatto.

 

Rientro dalla strada principale, nel sentiero c’erano troppe foglie secche ed era pericoloso al buio.

Sapevo di aver scattato una foto degna di nota, tanto difficile da sviluppare quanto bella da ammirare.

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Paradise

Incominciamo ad avvicinarci di più al lago.

 

Con questa foto ho voluto racchiudere tutta la Busa in uno scatto che la rappresenta sia dal lato antropico che naturalistico.

Il centro storico di Arco, le terre coltivate, si intravede anche un filo di lago e le montagne che abbracciano la valle fino al cielo.

 

Questa è la Busa trentina: operosa, brulicante di vita, a contatto con la natura e accogliente come poche realtà del nostro paese.

 

La Busa però non è solo cieli azzurri e nitidi o tramonti da favola.

La Busa è anche foschia, tempo incerto e d’inverno il buio arriva presto, solamente qualche raggio di sole filtra attraverso le nuvole spazzate dal vento.

 

Questa è la Busa, questo è il mio paradiso.

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What If.._

Adesso entriamo nel cuore pulsante della valle e lo facciamo parlando di sport.

Cominciamo con quello che più mi è vicino, l’arrampicata.

Ancora prima di trasferirmi qui mi avevo un obiettivo, diventare istruttore d’arrampicata FASI. Per me un grande traguardo che sono riuscito a raggiungere proprio qui ad Arco!

Il cammino è appena cominciato, ma è già ricco di soddisfazioni.

 

Come saprai, siamo nella mecca dell’arrampicata sportiva e come non poter dedicare una foto a questo bellissimo sport in una mostra che parla di questa valle?

Per me arrampicare è come meditare, è un modo per staccare da tutto quello che mi circonda e vivere il momento presente.

 

Concentrarmi completamente su quello che sto facendo, nei minimi dettagli, dalla frizione del polpastrello sulla presa, alla posizione del piede lungo la parete, fino alla sensazione di equilibrio percepita in quel centesimo di secondo sufficiente a liberare una mano od un piede e salire, centimetro dopo centimetro, fino alla fine della via, in una danza che rispecchia il mio stato d’animo in quel preciso momento.

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Ride the Bike

Un altro simbolo che contraddistingue il turismo sportivo di queste zone è senza dubbio la mountain bike.

 

Schiere di turisti e sportivi vengono qui per ammirare la bellezza di questa valle, e quale modo migliore per farlo se non in sella ad una bici, magari a pedalata assistita!

Invece no, qui sono con un purista, uno che la bici se la porta su a spinta e poi giù a rotta di collo nel bosco in sentieri in cui a volte è difficile stare in piedi!

 

Durante lo shooting si riesce a percepire l’adrenalina, la velocità ed anche qualche sasso che ti rimbalza addosso (le lenti di protezione sono d’obbligo!).

La cosa più bella però è immedesimarsi nello sportivo e cercare di estrarre l’essenza di quello che sta provando in quel preciso istante tramite uno scatto, diventando una specie di chimico delle emozioni.

 

Entrare in sintonia con il soggetto è una fase fondamentale del processo, solo così posso riuscire ad esprimere il meglio di entrambi.

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Speed Soul

Siamo arrivati finalmente al nostro amato lago di Garda o Benaco.

 

Con 49 km cubici di acqua spalmati su una superficie di 368 km quadrati ed una profondità massima di 346 m è il maggiore lago italiano e, parlando di venti, nell’Alto Garda spirano soprattutto: venti discendenti mattutini quali il Ponal, il Balì ed il più famoso, il Peler; e venti ascendenti pomeridiani quali l’Ora ed il Fasanella.

 

Il primo acquista velocità nella zona dell’Alto Garda grazie all’effetto Venturi dovuto alla conformazione stessa del lago e delle montagne circostanti, mentre il secondo interessa maggiormente la parte inferiore del lago.

Ok, ma che ce frega? Fidatevi che ad un velista gli frega eccome.

 

Per me è elettrizzante fotografare queste vele che sfrecciano a più di 33 nodi (circa 61 km/h) e la prima parola che mi venne in mente in questo servizio è stata “velocità”.

Grazie ad una mano ferma ed un ottimo teleobiettivo, credo di essere riuscito ad esprimere questo concetto, me lo hanno confessato gli occhi di Federico quando gli feci vedere l’anteprima.

 

Normalmente cerco di far vedere meno possibile gli scatti prima di svilupparli, il display della fotocamera spesso inganna, però in questo caso ho potuto fare un’eccezione.

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After the Storm

Come ti accennavo, non è sempre tutto rosa e fiori.

 

Esattamente un anno fa, dal 26 al 30 ottobre 2018, una tempesta di proporzioni bibliche ha colpito il Triveneto, la tempesta Vaia. Centinaia di chilometri di foreste abbattuti a causa del vento che ha soffiato ad oltre 200 km/h, oltre a piogge e smottamenti che hanno devastato queste montagne.

 

Vederlo in televisione o sul giornale è un conto, di persona ti colpisce al cuore.

Nella Busa siamo stati molto fortunati, abbiamo subìto pochi danni. La sera del 31 ottobre, subito dopo la fine dell’evento, il cielo si presentava così. La fatidica “quiete dopo la tempesta”.

 

Una piccola curiosità: in Europa, pagando, è possibile dare il proprio nome ad un evento meteorologico. Questo in particolare ha casualmente preso il nome della signora Vaia Jakobs, manager di un grande gruppo multinazionale, grazie a un regalo originale del fratello.

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Between Earth and Sky

Questa è una di quelle poche situazioni che, se e quando ti capitano, ringrazi l’universo di avere con te l’attrezzatura necessaria e di aver pianificato lo scatto.

 

In questi momenti mi sento libero, come quando arrampico.

L’adrenalina scorre e spesso bisogna essere veloci, vuoi per un cambio lenti o per cambiare composizione, tutto in quei pochissimi minuti di luce e condizioni atmosferiche irripetibili.

 

Ho voluto dare importanza al cielo, dedicandogli buona parte della foto, ma sono i dettagli che mi affascinano.

Guarda bene i riflessi rosa sul lago e le correnti che alternano chiazze specchiate a sottili linee increspate.

I tetti delle case che richiamano il colore del cielo, addirittura le pareti bianche erano diventate violetto tanto era forte il riverbero.

 

Il tutto unito alla giusta umidità dell’aria, che ha dato nitidezza alle montagne di fronte a me e una lieve velatura naturale sulla via di fuga del lago.

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Tranquillity

Il viaggio si conclude ponendo lo sguardo su uno dei punti di osservazione più belli di tutta la Busa, Il monte Brione.

 

Visto dal lato destro orografico del fiume sembra quasi un anfiteatro naturale.

Si può arrivare alla sua cima a piedi attraverso un sentiero con diversi punti panoramici ed in uno di questi mi fermai proprio per ammirare il dipinto che la natura stava realizzando di fronte ai miei occhi.

 

Sono rimasto letteralmente basito dalla particolarità della situazione di fronte a me.

Il tramonto che ne è seguito è stato meraviglioso, nulla da dire, ma più straordinario era questo blu, così intenso, pennellato delicatamente con delle velature rosa.

 

Il lago poi così limpido, leggermente increspato quasi a voler imitare il cielo sopra di lui.

In fondo, quasi a voler sbucare da dietro l’angolo della montagna, si riesce a distinguere la riva opposta del lago inondata di luce dorata.

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Ringraziamenti

Abbiamo attraversato insieme questa splendida valle, te ne ho dato solo un piccolo assaggio, ma c’è ancora tanto da vedere.

 

Ringrazio con tutto il cuore:

  • Alice e Lorenzo che hanno sostenuto questo progetto fin dall’inizio ospitandomi al Bar Franca con questa mostra.

  • La mia famiglia che mi ha sempre sostenuto in ogni decisione cardine della mia vita.

  • La mia compagna Arianna e la sua famiglia che mi sostiene ogni giorno, come si suol dire: la forza di un uomo sta nella donna che è al suo fianco.

  • Il mio caro amico e mentore Almo che mi ha fatto conoscere le Dolomiti e che mi ha insegnato tantissimo sulla fotografia di paesaggio.

  • Jacopo, Stefano e Federico che hanno posato per le foto sportive

 

Ma voglio ringraziare sopratutto TE che hai percorso questa valle in questo viaggio virtuale dove ho voluto mostrarti quello che per me è uno specchio del mio essere.

 

Grazie infinite!